Professionisti non ordinistici: basta discriminazioni sulla malattia. La richiesta unitaria
CNA Professioni in rappresentanza dei professionisti non ordinistici ex legge 4/2013, ha inviato a rappresentanti di Governo e Parlamento una richiesta unitaria con le altre Associazioni rappresentative di estendere ai professionisti non ordinistici disciplinati dalla legge 4/2013, iscritti alla gestione separata Inps, il provvedimento di sospensione dei termini degli adempimenti tributari propri dei professionisti e gestiti per conto dei propri assistiti in caso di malattia, infortunio, maternità e malattia dei figli minori. Una sospensione finora garantita esclusivamente ai professionisti iscritti in albi.
Questa disparità di trattamento è inaccettabile. L’impegno delle associazioni è chiaro: “Basta discriminazioni. Non siamo figli di un dio minore. La tutela dalle malattie sia uguale per tutti.”
Perché questa differenza di trattamento? la legge 4/2013 e l’albo unico
Il nostro ordinamento prevede fin dal 2013 due macro-aree per il settore professionale. La Legge 4/2013 ha disciplinato le professioni non organizzate in ordini o collegi, riconoscendo ufficialmente figure come consulenti aziendali, operatori olistici, amministratori di condominio, e molti altri.
Purtroppo, nonostante questa legittimazione, si è costretti ancora a registrare interventi legislativi sul comparto che dimenticano del tutto i professionisti non ordinistici, trattandoli come una categoria secondaria. L’attuale normativa sulla sospensione degli adempimenti in caso di eventi tutelati (malattia, infortunio, ecc.) ne è un esempio lampante, creando una grave disparità operativa e sociale.
La tutela in caso di malattia e infortunio: il nodo della gestione separata
La questione si concentra sulla Gestione Separata INPS, dove sono iscritti la maggior parte dei professionisti non ordinistici. Mentre gli iscritti agli Albi godono di tutele che permettono di sospendere l’attività e gli adempimenti fiscali in momenti di difficoltà, i professionisti ex L. 4/2013 non hanno lo stesso paracadute.
Questa assenza di equiparazione costringe i professionisti non ordinistici a:
- Continuare a operare anche in condizioni di salute precarie.
- Affrontare il rischio di sanzioni per mancato adempimento.
- Subire un danno economico significativo, in quanto l’attività non può essere interrotta.
I segnali di inversione di tendenza: la legge delega e il futuro
Non mancano, fortunatamente, segni di una inversione di tendenza. Di recente, ad esempio, le associazioni hanno riscontrato positivamente la decisione del Consiglio dei Ministri di inserire nella Legge delega di riforma dell’albo unico Odcec (Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) una indicazione specifica sulla tutela delle attività professionali disciplinate dalla legge 4/2013.
Questo è un segnale che il Governo è sensibile al tema e riconosce la necessità di superare le logiche divisive del passato. La pressione unitaria esercitata da CNA Professioni e dalle altre associazioni mira proprio a fare di questo segnale un atto normativo concreto che metta fine alla discriminazione e garantisca pari dignità professionale.