Fermo autotrasporto merci: le ragioni della protesta e l’incontro con il Governo
Il settore della logistica e dei trasporti in Italia è giunto a un punto di rottura. Le associazioni di categoria riunite in UNATRAS, il coordinamento unitario che rappresenta oltre il 90% delle imprese di autotrasporto merci nel nostro Paese, hanno formalizzato una decisione drastica: la proclamazione del fermo autotrasporto merci nazionale, previsto dal 25 al 29 maggio. La comunicazione ufficiale è stata inviata direttamente al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per informare le istituzioni e richiedere la necessaria collaborazione affinché le iniziative sindacali si svolgano in modo regolare e sicuro.
In questo scenario così complesso, si attende con forte trepidazione l’esito dell’incontro politico convocato nel tardo pomeriggio di oggi a Palazzo Chigi.
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Le motivazioni del blocco: caro carburante e tagli alle accise
La mobilitazione nasce da un lungo e purtroppo infruttuoso confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le imprese di trasporto, comprese le moltissime piccole e medie imprese e gli artigiani attivi nelle province di Varese, Como, Lecco e Monza Brianza, si trovano ad affrontare una crisi sistemica non più sostenibile.
Le motivazioni principali che hanno spinto a proclamare il fermo autotrasporto merci sono:
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rincari insostenibili del carburante: l’aumento dei costi del gasolio grava oggi per oltre 1.000 euro al mese su ogni singolo veicolo pesante, erodendo completamente i margini di guadagno delle aziende.
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misure fiscali penalizzanti: i provvedimenti governativi legati al taglio generalizzato delle accise hanno azzerato il vantaggio competitivo di quegli imprenditori lungimiranti che avevano investito ingenti capitali nel rinnovo ecologico della flotta aziendale.
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mancanza di liquidità: questo livellamento dei costi tra mezzi moderni e obsoleti ha privato i bilanci aziendali di risorse finanziarie vitali per la sopravvivenza sul mercato.
Modalità della protesta: un fermo civile e senza blocchi stradali
I vertici di UNATRAS hanno tenuto a precisare che la mobilitazione non si tradurrà in disordini o in blocchi stradali forzati. L’obiettivo è attuare un “fermo dei servizi” basato sulla legittima astensione dalle prestazioni lavorative.
Gli eventuali presidi territoriali avranno una funzione esclusivamente informativa e di sensibilizzazione verso la cittadinanza e i colleghi. Le associazioni si distanziano preventivamente da qualsiasi strumentalizzazione o infiltrazione estranea che possa minacciare l’ordine pubblico, ribadendo il pieno rispetto della legalità e della libertà di chi sceglierà di non aderire.
Il tavolo a Palazzo Chigi: l’ultimo tentativo di mediazione
La presidenza del Consiglio ha dimostrato attenzione verso la gravità della situazione convocando d’urgenza le sigle sindacali del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori.
Al tavolo delle trattative, presieduto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, prenderà parte una delegazione governativa di alto livello, composta dal Vicepresidente Matteo Salvini, dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dal Ministro degli Affari europei Tommaso Foti e dal Viceministro Edoardo Rixi.
UNATRAS ha accolto positivamente l’invito, auspicando che dal confronto diretto possano finalmente scaturire le misure concrete e adeguate che l’intera categoria attende da mesi per scongiurare il blocco dei servizi.
Il ruolo di CNA Lombardia Nord-Ovest al fianco delle pmi
Le ripercussioni di un potenziale fermo autotrasporto merci rischiano di avere un impatto notevole sul tessuto economico locale e sulle catene di fornitura manifatturiere del Nord Ovest della Lombardia.
CNA Lombardia Nord-Ovest segue da vicino l’evoluzione della vertenza sul caro gasolio. I nostri uffici nelle sedi provinciali sono a disposizione degli autotrasportatori e delle imprese associate .
Per maggiori informazioni contattare:
Giuseppe Frezza
Referente CNA Fita Lombardia Nord-Ovest
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