Dazi Usa e piccole imprese: un campanello d’allarme per il Made in Italy, anche sul nostro territorio

cartello dazi con bandiera Stati Uniti in trasparenza

Dazi Usa e piccole imprese: un campanello d’allarme per il Made in Italy, anche sul nostro territorio

I dazi USA e le piccole imprese: un tema che sta diventando sempre più cruciale per il Made in Italy e, in particolare, per il tessuto produttivo dell’area di pertinenza di CNA  Lombardia Nord Ovest. Il mercato statunitense rappresenta una colonna portante per l’export italiano, con un valore complessivo che supera i 100 miliardi di euro tra flussi diretti e indiretti.

Un’analisi della CNA, basata su dati di Ocse, Banca Mondiale e Istat, evidenzia come questo scenario metta in luce la vulnerabilità delle piccole e medie imprese italiane, le più esposte a possibili ripercussioni legate all’innalzamento dei dazi. Leggi anche.

L’esposizione delle piccole imprese al mercato statunitense

L’export diretto verso gli Stati Uniti ne 2024 ha toccato i 67 miliardi di euro, a cui si aggiungono quasi 40 miliardi di export indiretto. I beni intermedi, con una forte prevalenza nei settori della meccanica, moda e agroalimentare, costituiscono le voci principali di questo interscambio. Basti pensare che il solo comparto automotive, con la sua componentistica, genera circa 7 miliardi di euro all’anno.

Se il mercato americano rappresenta il 10,4% del totale dell’export italiano, per le piccole imprese del manifatturiero (con un giro d’affari di 9 miliardi di euro), questa quota sale al 14%. Se poi si includono anche i flussi indiretti (circa 10 miliardi di euro), la percentuale complessiva si avvicina al 18%. Questo dimostra chiaramente come le dazi USA piccole imprese possano avere un impatto sproporzionato su questa categoria.

I settori più a rischio

L’analisi dell’export diretto verso gli Stati Uniti rivela dati significativi:

  • tessile: oltre il 30% dell’export (485 milioni di euro) è realizzato da piccole imprese.
  • legno e prodotti in legno: quasi il 40% dell’export proviene da imprese con meno di 49 dipendenti.
  • fabbricazione mobile e altre industrie manifatturiere: quote superiori al 25% sono generate da piccole imprese.

Come sottolinea Pasquale Diodato, Presidente CNA Lombardia Nord-Ovest, “Le imprese italiane, e in particolare le piccole, sono le più esposte a un eventuale innalzamento dei dazi da parte degli Stati Uniti. È necessaria l’unità dell’Europa per scongiurare una disputa commerciale che non avrebbe vincitori”. Diodato evidenzia inoltre la necessità di “prevedere da subito strumenti e misure emergenziali con risorse comunitarie e nazionali per sostenere decine di migliaia di piccole imprese che non sono nelle condizioni di orientarsi su nuovi mercati”.

I territori della Lombardia Nord Ovest sono particolarmente sensibili a queste dinamiche. Aziende del distretto del tessile di Como, della metalmeccanica di Lecco, del legno-arredo della Brianza e le imprese manifatturiere di Varese potrebbero subire ricadute negative significative. Anche i piccoli produttori locali e le aziende di subfornitura si trovano ad affrontare difficoltà nelle esportazioni, rendendo urgente un intervento che permetta alle dazi USA piccole imprese di superare l’attuale empasse.

La posizione di Cna Lombardia Nord-Ovest

CNA Lombardia Nord Ovest si impegna a supportare le imprese in questo scenario complesso. L’associazione lavora per sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di un fronte comune europeo e di misure di sostegno concrete. Offriamo servizi di consulenza e assistenza alle imprese per aiutarle a navigare le sfide poste dai mercati internazionali, cercando nuove opportunità e strategie per mitigare i rischi legati ai dazi.

L’impatto dei dazi USA piccole imprese è una minaccia concreta che richiede attenzione e azione immediata. La resilienza del nostro tessuto imprenditoriale dipende anche dalla capacità di affrontare e superare queste sfide con il supporto di strumenti e politiche adeguate.

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giovanna.demango@cnalombardianordovest.it

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