Gestione pneumatici fuori uso: guida per i gommisti
La corretta gestione pneumatici fuori uso (PFU) è un tema importante per le officine e i professionisti del settore. CNA Lombardia Nord-Ovest supporta gli artigiani e le PMI di Varese, Como, Lecco e Monza Brianza fornendo assistenza e consulenza per garantire la gestione degli pneumatici fuori uso che sia sempre a norma di legge.
Contenuti del post
Le credenziali abilitanti per l’esercizio della professione
Per poter esercitare la professione di gommista in modo regolare, è necessario rispettare specifici adempimenti normativi:
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Iscrizione e codici: È obbligatoria l’iscrizione presso la Camera di Commercio di pertinenza, prestando attenzione alla descrizione dei servizi e all’aggiornamento dei codici Ateco per i veicoli su cui si interviene.
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Responsabile tecnico: Ogni sede deve avere un responsabile tecnico qualificato ai sensi della Legge n. 122/1992, che ha completato un corso di 250 ore, superato il relativo esame e svolto un anno di pratica.
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Aggiornamenti normativi: CNA sta verificando eventuali refusi sui codici Ateco, segnalando che mancano le categorie per macchine agricole, riparazione di biciclette, carriole e altri veicoli minori.
Responsabilità e adempimenti generali per le officine
Nell’esercizio dell’attività, il gommista diventa Punto di Generazione dei PFU, qualificandosi come produttore del rifiuto e assumendone la responsabilità per la gestione.
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Non è possibile, per l’operatore, consegnare i pneumatici fuori uso direttamente al cliente.
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Trovano applicazione le norme ambientali generali in materia di deposito temporaneo ed emissione dei formulari.
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Nei casi previsti dalla legge, sono richiesti anche la tenuta del Registro di Carico e Scarico e l’invio annuale del MUD.
Corretta gestione dei PFU e consorzi
Oltre alla normativa generale sui rifiuti, la materia è disciplinata dall’art. 228 del D.Lgs. 152/2006 e dal DM 182/2019, che introducono un contributo ambientale su ogni pneumatico immesso sul mercato.
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Istituiti per raggiungere gli obiettivi di raccolta, i sistemi collettivi (Consorzi) includono Ecopneus, Ecotyre, Innovando, COBAT Tyre e GreenTyre.
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Per garantire una corretta gestione degli pneumatici fuori uso, il gommista deve iscriversi agli appositi portali istituiti dai consorzi abilitati dal Ministero dell’ambiente.
Procedure di richiesta e casi particolari
Il servizio di ritiro dei PFU è gratuito, in quanto finanziato tramite i contributi applicati sugli pneumatici al momento dell’acquisto. È importante seguire queste indicazioni per tutelare l’officina:
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Modalità di richiesta: Utilizzare sempre i portali digitali dei consorzi, poiché le richieste telefoniche non lasciano traccia.
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Tracciabilità: Si consiglia di salvare gli screenshot e il codice di prenotazione per eventuali solleciti tramite PEC.
Pneumatici portati dal cliente
Anche quando il cliente porta i propri pneumatici, il gommista è comunque considerato produttore del rifiuto derivante dalla sostituzione. È opportuno tutelarsi adottando le seguenti misure:
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Emettere regolare scontrino per il servizio di montaggio, certificando l’esecuzione a regola d’arte e il rispetto della carta di circolazione.
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Richiedere al cliente copia della fattura o scontrino di acquisto, dove sia indicato il pagamento del contributo ambientale.
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Se il cliente non può dimostrare il pagamento del contributo (es. pneumatici usati), è possibile doversi avvalere di un operatore privato, imputando tale costo al cliente stesso.
Pneumatici acquistati dall’estero
Acquistare pneumatici all’estero rende il gommista un importatore a tutti gli effetti. Gli obblighi in questo caso comprendono:
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L’iscrizione a un consorzio per dichiarare le quantità importate e versare il contributo ambientale.
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L’iscrizione al RENAP e l’invio delle relative comunicazioni periodiche.
Attenzione alla compilazione dei FIR
È fondamentale porre la massima attenzione alla correttezza dei FIR (Formulari di Identificazione Rifiuti). Anche se redatti dal trasportatore, la responsabilità resta sempre in capo al gommista.
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Controllare con cura il campo 16 relativo alle quantità.
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I formulari che arrivano precompilati con quantità errate (es. espressi in litri o sovrastimati rispetto al cassone) devono essere corretti immediatamente.
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Quantità non coerenti rischiano di far apparire la ditta coinvolta in ritiri abusivi o di mostrare volumi d’affari e di smaltimento non compatibili.
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In caso di irregolarità, è consigliato procedere con una segnalazione al consorzio di riferimento.